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Amilcare che aggiustava tutto

Amilcare aveva una bottega piccola piccola, ma piena piena.

E nella sua bottega, Amilcare aggiustava tutto.

E quando si dice tutto, si intende proprio tutto.

E quando si dice aggiustare, si intende davvero aggiustare.

Non buttava via nulla, non sostituiva nulla, non chiudeva nulla in soffitta o in cantina per dimenticarsene. No. Lui prendeva gli oggetti rotti, li osservava a lungo, li rigirava tra le mani e poi ci pensava su.

Perchรฉ si fa in fretta a buttare. Basta un gesto, e la cosa rotta sparisce.

Sostituire รจ un poโ€™ piรน complicato: bisogna trovare lo scontrino, tornare al negozio, fingere un poโ€™ di rabbia per farsene dare una nuovaโ€ฆ e poi sperare che non si rompa di nuovo.

Mettere in soffitta o in cantina รจ un altro metodo molto in voga: si accumula tutto in un sacco, si spegne la luce e si dimentica. Fino al giorno in cui, cercando qualcosโ€™altro, si scopre di aver conservato un mucchio di cose inutili.

Ma Amilcare no.

Lui le cose rotte non le buttava, nรฉ le sostituiva e nemmeno le chiudeva al buio.

Lui le prendeva e le aggiustava. Era una situazione bizzarra, che lo faceva sorridere: aggiustando tutto non aveva mai niente di rotto, ma non aveva neppure nulla di identico a ciรฒ che aveva prima.

Aveva qualcosa di un poco diverso, rappezzato, magari non proprio perfetto, ma che era ancora la sua cosa di prima.

Se trovava una sedia con una gamba spezzata, accorciava le altre tre per pareggiarle. Era piรน bassa, certo, ma era ancora la sua sedia e andava benissimo cosรฌ.

Se una tazza cadeva e si rompeva in tanti pezzi, non la buttava. Sapeva che prima o poi se ne sarebbe rotta unโ€™altra, e allora metteva insieme tutti i cocci e ne faceva una nuova, un poโ€™ di una e un poโ€™ dellโ€™altra. Due tazze mischiate, un poโ€™ strane, ma sempre sue.

Nella sua casa tutto era cosรฌ: un copriletto fatto di calzini spaiati, un lampadario che era stato un colabrodo, un tavolo con un pezzo di finestra incastonato nel cristallo. I suoi maglioni si accorciavano a forza di rattopparli, ma erano caldi e, alla fine, abbinati perfettamente ai suoi pantaloni.

E poi cโ€™erano le sue scarpe preferite. Le aveva trovate in una vecchia cascina abbandonata. Erano rovinate, ma Amilcare si chiedeva quali strade avessero percorso, quante pozzanghere avessero attraversato, quanto sole le avesse bruciate. Se ne stava lรฌ a guardarle, in attesa di trovare il modo giusto per aggiustarle, senza cambiarle troppo.

Amilcare aggiustava ogni cosa e lo faceva anche per gli altri.

La gente, non molta per la veritร , gli portava una cosa rotta, che non voleva buttare, sostituire o mettere al buio, lui la osservava un po’ e poi la aggiustava.

La sua bottega era piccola piccola, ma piena piena.

Per questo Ester era andata da Amilcare.

Lui aggiustava le cose e lei aveva qualcosa di rotto.

Entrรฒ dalla porta della bottega con un po’ di fatica, dato che aveva le braccia che sostenevano quello che si era rotto. Entrรฒ una sera, dopo aver fatto i compiti e Amilcare non la vide, nascosta dietro quella cosa rotta.

Ester superรฒ la porta dalla maniglia con il pomo dell’armadio, spostรฒ la tazza grande che conteneva qualcosa di quella piccola e posรฒ la sua cosa rotta, proprio nel mezzo del tavolo di cristallo, dove c’era il pezzo di vetro.

ยซMi si รจ rotto il cuoreยป disse, appoggiandolo con cura sul tavolo. ยซLo devi aggiustare.ยป

Amilcare sgranรฒ gli occhi.

Ester si arrampicรฒ sulla sedia diventata bassa e proseguรฌ:

ยซDi certo non lo butto. Non lo sostituisco. E non lo metto in cantina, che poi me ne dimentico. Ma fa male. Vedi? รˆ tutto nero qui in mezzo.ยป

ยซTe lo lascio per stanotteยป disse, voltandosi verso la porta con un groppo in gola e la voce tremante di lacrime. ยซMa domattina lo voglio indietro. Mica posso stare senza cuore. Se no, muoio.ยป

Poi si fermรฒ un attimo, lo squadrรฒ da capo a piedi e aggiunse:

ยซBellissimo maglione, complimenti.ยป

E uscรฌ.

Amilcare rimase a fissare il piccolo cuore rosso sul tavolo. Al centro cโ€™era un buco nero, profondo, che sembrava inghiottire tutto.

Si passรฒ una mano tra i capelli.

Aggiustare un cuore?

Non poteva incollarci sopra un pezzo di un altro cuore: avrebbe fatto male a qualcun altro.

Non poteva cucirlo con ago e filo: avrebbe solo aggiunto altri buchi.

Non poteva rattopparlo con la colla: il cuore avrebbe fatto fatica a battere.

Non poteva riempirlo di vetro: sarebbe diventato troppo duro.

E schiacciarlo? No, un cuore piccolo non serve a nulla.

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Le ore passavano, era buio da un po’ e Amilcare ancora non sapeva come aggiustare il cuore con il buco nero.

Camminรฒ avanti e indietro per la bottega, provรฒ con stoffa rossa e a quadretti, con petali di papavero e foglie dโ€™autunno, ma niente funzionava.

Era sconfortato : Ester era a casa che cercava di passare la notte senza il suo cuore, ma non sarebbe sopravvissuta a lungo, al mattino sarebbe arrivata da lui e sperava di non vedere piรน quel brutto buco nero che le faceva cosรฌ male.

Nel cuore della notte, provรฒ persino a metterlo nel congelatore, per guadagnare tempo. Ma lo tirรฒ fuori subito: se congeli un cuore, quello smette di battere.

Lโ€™alba era vicina. Amilcare era quasi tentato di  prenderselo lui, quel cuore rotto, e dare ad Ester il proprio : bello, grande e perfetto..

Ma non sarebbe stata la stessa cosa: non รจ che puoi dare un altro il tuo cuore e sperare che lui se lo tenga come fosse il proprio. Gli mancherebbe troppo quello che gli รจ sempre battuto nel petto.

Alla fine, esausto, si sedette accanto al tavolo e si mise la testa tra le mani.

Il cuore era ancora lรฌ.

Sempre rotto.

Sempre con quel buco nero al centro.

Amilcare sentรฌ gli occhi riempirsi di lacrime.

Si avvicinรฒ. Lo prese tra le mani. E, senza pensarci troppo, lo abbracciรฒ.

Non per aggiustarlo.

Non per cambiarlo.

Lo abbracciรฒ perchรฉ gli dispiaceva che fosse rotto.

Lo abbracciรฒ perchรฉ gli voleva bene cosรฌ comโ€™era.

Lo abbracciรฒ perchรฉ chi aggiusta le cose le ama teneramente, anche quando non gli appartengono.

E lo tenne stretto per tutta la notte.

Quando Ester tornรฒ, aveva occhiaie profonde.

Senza il suo cuore, non aveva dormito bene.

ยซLo rivoglioยป disse, sbadigliando.

Amilcare allargรฒ le braccia, sconsolato.

Non aveva fatto nulla.

Eppure, sul tavolo, il cuore pulsava dolcemente.

Il buco nero cโ€™era ancora, ma era piรน piccolo.

Ester lo prese tra le mani. Lo osservรฒ. E sorrise.

ยซPerfettoยป disse.

Il cuore pulsava dolcemente, finalmente contento di essere stato aggiustato. Se lo rimise al petto, proprio al suo posto.

Era rimasta nel mezzo solo una piccola cicatrice.

Ma si sa, le cose rotte non tornano piรน come prima e se ne vuoi di nuove le devi buttare, sostituire e  metterle al buio in cantina o in soffitta.

E comprarne delle altre, che perรฒ, poi, non sono piรน le tue.

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Storia originale di Annarosa Ceriani

Vignette di Filippo Galimberti