Era una giornata umida e afosa, ma così umida e così afosa che perfino i cammelli avevano acceso il condizionatore.
Un archeologo camminava spedito tra le dune del deserto egizio, incurante del caldo e degli insetti che gli ronzavano intorno. Verso il tramonto si fermò per asciugare il sudore, prese un antico papiro dalla tasca della casacca e lo srotolò.
“La tomba dovrebbe essere in questa zona…” disse guardandosi intorno “Precisamente dietro quella grande duna…” e si incamminò verso il punto segnato sulla mappa.
Salì a fatica, inciampando più volte nella sabbia.
Una volta arrivato in cima alla duna, guardò in basso.
Quel che vide lo lasciò a bocca aperta.
Un’antica piramide emergeva dal mare di sabbia!
L’emozione per la scoperta lasciò subito il posto ad una fastidiosa irritazione: c’era qualcuno che, prima di lui, stava scavando per trovare l’ingresso della piramide!
“Non è possibile!” si arrabbiò e cominciò a correre giù dalla duna rotolando nella sabbia.
“Ehi!” gridò “Quella piramide è mia! L’ho scoperta io!”
Il tizio che stava scavando si fermò e si voltò sorpreso.
“Mi scusi” disse freddamente “ma veramente sono arrivato prima io!”
“Ma neanche per sogno! La mappa è mia! La tomba l’ho scoperta io!”
“Veramente sto scavando prima io!”
“No, prima io…”
I due continuarono il battibecco finché, all’improvviso, si alzò un vento impetuoso.
Era in arrivo una tempesta di sabbia!
Di corsa liberarono l’apertura della tomba egizia e si ripararono all’interno. Illuminando l’ambiente con le torce, scesero alcuni gradini e si ritrovarono in un sotterraneo umido e freddo.
Finalmente i due si presentarono.
“Lei…” disse l’archeologo sventolando la mappa “ha l’onore di conoscere il famoso archeologo Nilo Studiapapiri, professore della famosa Università degli Ammuffiti Anti Acari, autore del famoso trattato La muffa nel suo apparire, nel suo essere, nel suo divenire. E probabilmente lei non sa che, tra una muffa e l’altra, ho scoperto questo papiro egizio in cui si rivela dove è sepolto il tesoro del faraone Tutankappero .”
“E lei non sa chi sono io!” replicò l’altro con la pala in mano “Sono il famoso archeologo Baldo Scavatombe, luminare della famosa Università Compale e Compicconi, già vincitore del premio La Paletta d’Oro! Tra uno scavo e l’altro ho scoperto un’iscrizione su un sarcofago egizio… ed eccomi qua! La tomba l’ho scoperta io!”
“No, la scoperta è mia!”
“No, è mia!”
“No, mia…”
“Senta un po’…” interruppe Studiapapiri “invece di litigare, perché non uniamo le forze e cerchiamo di arrivare al tesoro insieme?”
“E divideremo il tesoro a metà?” si informò Scavatombe.
“Certamente!”
“D’accordo.” accettò Scavatombe “Mi faccia vedere la sua mappa…”
Il papiro mostrava un cammino tortuoso in cunicoli e passaggi segreti. In basso spiccava un’iscrizione in geroglifico firmata dal faraone Tutankappero:
Attenti profanatori:
troverete trabocchetti e trappole a non finire!
Archeologi da strapazzo, studiosi ammuffiti,
ricercatori perditempo e topi di biblioteca,
questa volta rimarrete con un palmo di naso!
Nonostante questo monito, i due studiosi penetrarono nella tomba e, attraverso uno stretto cunicolo, arrivarono in una camera funeraria. Illuminando l’ambiente buio con le loro torce, avanzavano lentamente cercando di scoprire qualche indizio importante.
D’improvviso un intenso odore di naftalina si diffuse nell’aria e un’orrida creatura apparve dalle tenebre!
Era la Mummia Senzabende, famosa per aver posato come modella per un calendario.
Aveva un aspetto terrificante ed avanzava con sguardo minaccioso.
“Per Osiride! Avete osato profanare la tomba del faraone Tutankappero!” tuonò la creatura mostruosa. Prese lo slancio per avventarsi contro di loro ma perse l’equilibrio e cadde a terra, sbriciolandosi.
Scavatombe scoppiò a ridere.
La Mummia si ricompose e si arrabbiò: “Come osi? Come osi ridere?”
“Perché sei divertente!” rispose Scavatombe “Hai mai pensato di andare in televisione? Secondo me faresti un figurone nella prossima edizione della Piramide dei Famosi, che ne dici?”
La Mummia era rimasta senza parole, oltre che senza bende.
“Dici che potrei diventare famosa?” si interessò.
“Ma certo!” aggiunse Studiapapiri “Basta con questi luoghi chiusi e polverosi! Esci da questa tomba! Puoi sfondare nel mondo del cinema! Non avrai bisogno nemmeno di trucco!”
La Mummia era felice ed entusiasta.
“Grazie, ragazzi.” disse porgendo un papiro arrotolato “Per esprimere la mia gratitudine, vi voglio dare un indizio per raggiungere il tesoro evitando trappole e trabocchetti.”
Salutata la mummia, i due avventurieri superarono un labirinto di cunicoli. Alla fine si trovarono di fronte a tre portali con tre scarabei scolpiti nella pietra.

“Dobbiamo scegliere una via, è il momento di usare l’indizio!” osservò Scavatombe “Leggiamo il suggerimento della mummia!”
“Cambia la tessera dell’autobus con un asso di picche.” scandì Studiapapiri “Ma che indizio è?”
“Boh… io direi di scegliere a caso.” disse Scavatombe.
Toccò il secondo scarabeo e, in una nube di fumo, apparve il dio Anubi, dalla testa di sciacallo, il re delle tenebre!
“Siete stati bravi ad arrivare fin qui.” disse con voce tenebrosa “Ma ora il cammino diventa più difficile. State attenti: il divino faraone non sopporta essere disturbato!”
Porse loro un oggetto misterioso.
“Questo vi servirà per placare la sua ira. Buona fortuna!”
Detto ciò il dio sparì, lasciando un disgustoso odore di bagnoschiuma alla muffa, segno che stava facendo il bagno quando lo avevano chiamato per entrare in scena.
In quel momento si udì un urlo agghiacciante!
I due amici si voltarono terrorizzati!
Un’orrida apparizione era davanti a loro!
“E tu chi sei?” chiese coraggiosamente Scavatombe.
“Sono l’Orco Porco, che domande!” si stupì il mostro.
“Che ci fai qui, Orco Porco?” esclamò Studiapapiri
“O bella…” si risentì l’Orco “In ogni storia c’è un cattivo, no? Vi dovreste spaventare, urlare, altrimenti io che ci sto a fare?”
“Veramente” osservò Scavatombe “questa è una tomba egizia e tu sei decisamente fuori luogo in questo ambiente!”
“Una tomba egizia?” si chiese l’Orco Porco guardandosi intorno “Perdinciporco! Sentivo un tanfo di vecchiume e polvere stantìa! Volete dire che ho sbagliato racconto?”
“Proprio così.” disse Studiapapiri.
L’Orco scoppiò in lacrime.
“Lo sapevo, lo sapevo! Anche l’anno scorso, invece di andare in un castello in Scozia, ho sbagliato strada e sono finito nella Casa del Grande Cugino! Povero me…”
I due archeologi consolarono l’Orco Porco regalandogli un’agenda digitale con le mappe integrate. Così, finalmente sollevato, il mostro sparì.
Dopo questo incontro, sempre più perplessi, i due archeologi proseguirono il cammino nei sotterranei della tomba del faraone ed arrivarono finalmente alla camera reale.
Era stupendamente affrescata con scene di caccia e di vittoriose battaglie.
Al centro della camera, un meraviglioso sarcofago d’oro!
Misteriosamente, invece del solito odore di muffa, si diffondeva nell’ambiente un delizioso profumino di soffritto!
I due archeologi svelarono l’arcano: in un angolo della tomba vi era una cucina con un pentolone che bolliva allegramente. E davanti ai fornelli, con il grembiule a quadretti e la cucchiara in mano, c’era la Mummia del Faraone!
Nel vedere gli intrusi, Tutankappero di irrigidì, alzando il mestolo in una mano e il coperchio nell’altra… quasi come spada e scudo!.
Scavatombe si avvicinò educatamente, cercando di non inciampare nelle bende srotolate.
“Chi siete?” ringhiò il faraone “Ora vi disintegro!”
Ma Scavatombe tirò fuori l’asso dalla manica.
“Ha perso questo?” disse porgendole l’oggetto misterioso.
La Mummia, dapprima sorpresa, si illuminò.
“Oh, il mio scolapasta, grazie, non riuscivo più a trovarlo…” farfugliò tra le bende, agguantandolo con entusiasmo.
Tornò di corsa ai fornelli, scolò gli spaghetti e li condì con aglio, olio e peperoncino.
“Volete favorire?” chiese gentilmente.
Gli archeologi si guardarono increduli. Ma allora era quello il tesoro del faraone?
Intanto la creatura bendata aveva diviso gli spaghetti caldi e fumanti in tre piatti.
“Prego…” disse sedendosi a tavola.
Gli spaghetti erano così invitanti che i due avventurieri non si fecero pregare e si accomodarono al tavolo con la mummia. Il piatto era davvero gustoso e stuzzicante.
Fecero i complimenti a Tutankappero che, dopo un bicchiere di vino, volle raccontare la sua storia.
“La mia vita da faraone è stata un inferno! Nonostante fossi ricchissimo, potentissimo, adulato e lusingato, ahimè, non potevo coltivare la mia passione per la cucina.”
La mummia si intristì, commossa.
“Dovevo occuparmi di politica dalla mattina alla sera, pensare a guerre e battaglie. E i cuochi reali, per mantenermi in forma, preparavano solo creme di riso, semolini, patate lesse, pappine molli e scondite. E non mi permettevano di entrare in cucina per sperimentare le mie nuove ricette. Un vero tormento. Ora finalmente ho realizzato il mio sogno!”
Il faraone si interruppe per asciugarsi gli occhi con le bende e per versarsi un altro bicchiere di vino. Poi guardò i due archeologi con sospetto.
“Adesso non mi porterete in un museo, vero? Non vorrete mica farmi stare tutto il giorno immobile, senza aria, chiuso in un sarcofago, senza un giornale, un passatempo… e soprattutto senza i miei manicaretti!”
Studiapapiri sorrise e lanciò un cenna d’intesa a Scavatombe.
“Ho un’idea migliore!” esclamò versandosi del vino e invitando la mummia ad un tintinnante brindisi.
Da quel giorno, la Tomba del Faraone è diventata meta di turisti e visitatori che provengono da ogni parte del mondo.
Ogni mattina, migliaia di persone fanno la fila per acquistare i biglietti e per prenotare un tavolo all’ormai famoso ristorante “Dalla Mummia Buongustaia – Gli Antichi Sapori di un Tempo” che si trova all’ultimo piano della piramide, sulla terrazza panoramica.
Inutile dire che la Mummia riserva sempre il tavolo migliore per i due archeologi e prepara, ormai come menù fisso, i suoi famosi spaghetti aglio, olio e peperoncino.
Una vera bontà!
Provare per credere.
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Storia originale di Tiziana Colosimo
Vignette di Filippo Galimberti
